Curiosità
Il Territorio e il Clima
La testa nel Mediterraneo e i piedi nel deserto, cita un vecchio detto popolare tunisino.

Sono questi, infatti, i due elementi forti della geografia del paese. Stato del Maghreb, la Tunisia è situata a metà della costa nordafricana a meno di un centinaio di chilometri dalla Sicilia. Allungata per circa 1200 km da nord a sud, si apre al Mediterraneo sul fronte settentrionale e su gran parte di quell’orientale, mentre ad ovest e a sud è stretta tra gli immensi spazi sahariani algerini e libici.

La Tunisia settentrionale, prevalentemente montuosa ma non priva di zone collinari e pianeggianti, è attraversata dalla Dorsale tunisina, che appartiene all’Atlante sahariano e culmina nel Gebel Chambi (1544 m).

All’estremo Nord, al confine con l’Algeria, si allungano i rilievi costieri del Tell i cui versanti sono coperti da fitti querceti. Tra i due allineamenti montuosi si apre il solco vallivo della Mejerda, l’unico vero fiume della Tunisia che nasce in territorio algerino e che si getta a delta nel golfo di Tunisi.

E’ questa la Tunisia verde, dove i rilievi assicurano piogge relativamente abbondanti ed il fiume offre una riserva idrica di tutto rilievo.

Ilpaesaggio cambia a sud della Dorsale, dove le piogge diminuiscono sensibilmente e si apre la regione degli altipiani stepposi che degradano verso le pianure costiere del Sahel.

Nonostante l’aridità cominci a porre limiti colturali ben precisi, il popolamento è ancora fitto perché da oltre duemila anni i contadini saheliani hanno imparato a coltivare l’olivo.

Proseguendo verso sud una lunga linea depressionaria separa l’Atlante sahariano dal solco sahariano vero e proprio. E’ la depressione dei grandi chott, antichi bacini posti sotto il livello del mare, alimentati da corsi d’acqua e da falde freatiche sotterranee, ora dissecate e coperte da depositi salini accumulatisi nei secoli fino a formare un letto compatto e resistente.

Nella Tunisia si trova uno dei più grandi e spettacolari di questi: chott El Jerid che si estende percirca 5000 kmq., attraversato da una strada che nei mesi estivi quando il termometro raggiunge anche i 50 gr. offre l’emozione dei veri miraggi.

Intorno al Jerid inizia la Tunisia sahariana, dove i colori tendono all’ocra perché le piogge quasi scompaiono e la vegetazione cresce esclusivamente nelle oasi, quelle piccole di montagna, le pìu vaste di pianura.

A Nefta, vasta oltre un migliaio di ettari, 150 sorgenti alimentano un’oasi di circa 350000 palme, già magnificata da Plinio il Vecchio ed oggi assediata dal deserto che avanza sempre più.

Nel sud l’oasi di Douz la più grande della Tunisia, segna l’inizio del Grande Sud Tunisino e dell’area desertica, infatti, Douz è detta anche “la porta del deserto”.

“Il colore mi possiede…Il colore ed io siamo un tutt’uno…Sotto questo cielo che è il più bello del mondo” Come dare torto a Paul Klee che, arrivato in Tunisia nei primi anni del novecento, rimase quasi stordito dai colori del mare, del cielo, del deserto, delle case, colori esaltati dalla limpidezza dell’aria e da un sole onnipresente.

Il clima della Tunisia offre tutti gli elementi positivi che non solo un pittore ma anche un viaggiatore si augura di trovare. L’inverno è mite e soleggiato, il caldo dell’estate è mitigato dalle brezze marine o dall’ombra delle palme. Sicuramente meno gradevole il quadro climatico per chi ci abita, l’aridità è in diverse misure un ostacolo quotidiano con cui fare i conti.

Nelle regioni centro meridionali, soprattutto all’interno, il clima assume caratteristiche prima predesertiche e poi marcatamente desertiche, le precipitazioni quasi si annullano e le temperature salgono. Come in tutti i deserti, al tramonto vi è un’improvvisa caduta del termometro, che nei mesi invernali scende facilmente anche sotto lo zero, con un’escursione termica di circa 20 gr., cui non è facile abituarsi. L’escursione termica è piuttosto forte anche in estate, quando di giorno il termometro sale facilmente intorno ai 40-50 gr. e se spira lo scirocco, arrivano anche le tempeste di sabbia.